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I Top & Flop della prima serata del Festival di Sanremo 2018

Pubblicato il 7 Febbraio 2018 alle 15:39

da Livio Ghilardi

La prima serata del Festival di Sanremo 2018 ha ottenuto milioni di ascolti e ha vissuto momenti top ma anche alcuni flop. Ecco com’è andata.

I Top & Flop della prima serata del Festival di Sanremo 2018

La prima serata del Festival di Sanremo 2018 ha inevitabilmente registrato milioni di ascolti e un enorme numero di interazioni sui social. D’altronde, la curiosità per la kermesse canora più importante d’Italia è sempre altissima, soprattutto per la prima serata, quella in cui si prendono le misure con i nuovi conduttori e i brani in gara.

Sanremo è un po’ il nostro Super Bowl: il Paese si ferma davanti alla tv e trova intrattenimento di cui discutere, meravigliarsi e schierarsi.
Ecco com’è andata la prima serata.

I top

Beppe Vessicchio: è il direttore d’orchestra più amato e atteso, l’unico a essere costantemente accolto da standing ovation e applausi a rotta di collo. E lui non manca di giocare con il suo ruolo di social star, come dimostra la sua foto per Netflix.

Lo Stato Sociale: è sempre difficile per una band proveniente dai circuiti musicali indipendenti affrontare un palco come quello dell’Ariston. Il gruppo bolognese ha cercato di sorprendere con una canzone che è una sorta di gabbanata e che quindi si candida a una possibile vittoria e a un certo successo dopo la rassegna.

La scelta di rompere la quarta parete con Draicchio a cantare tra il pubblico convince, ma soprattutto l’esibizione con la ballerina 83enne Paddy Jones è uno dei momenti di miglior intrattenimento della serata (pur ricordando il video di The Hardest Part dei Coldplay).

Tommaso Paradiso: senza nemmeno passare dalla gara il frontman dei Thegiornalisti diventa ospite inatteso e convincente di Gianni Morandi, per il quale ha scritto il nuovo singolo Una vita che ti sogno. Sempre più mattatore, passerà alla storia per essere stato il primo a pronunciare la parola Spotify sul palco dell’Ariston.

Fiorello: per la prima metà della serata è lui a tenere in piedi la baracca, nonostante non sia il miglior Fiorello che abbiamo visto in tv. Dopo nemmeno due minuti deve già fare i conti con il (primo?) contestatore del festival.

Annalisa: è la prima a esibirsi e forse anche per questo non se la fila nessuno, ma arriva nella parte alta della classifica. Rispetto alle altre voci femminili in gara, almeno il suo brano regge. Una Miriam Leone della musica, candidata per la vittoria finale.

Max Gazzè: premio della critica sicuro? Forse, di certo il cantautore romano con La leggenda di Cristalda e Pizzomunno segna uno dei momenti più alti della prima serata. È l’unico capace di sfruttare a dovere l’orchestra, nonostante un’esibizione ulteriormente migliorabile. Avremo un giudizio più completo dalle prossime serate.

Red Canzian: nella gara tra gli ex-Pooh vince lui, con un brano un po’ Iron Maiden un po’ Billy Idol (non prendete alla lettera questi accostamenti) che grazie alla chitarra elettrica ci risveglia dal torpore della parte finale della serata.

Ron: presenta un pezzo scritto da Lucio Dalla. Ti piace vincere facile? Sì, ma piace pure a noi.

I flop

Elio e Le Storie Tese: il gruppo milanese meriterebbe un premio alla carriera, ma la loro Arrivedorci sa di occasione sprecata, almeno alla prima esecuzione. Troppo autoreferenziale e monotona: speriamo si rifacciano con le prossime serate, altrimenti sarebbe stato meglio che si fossero sciolti in occasione dell’ultimo concerto a Milano dello scorso dicembre.

Nina Zilli: il pezzo per ora non sembra granché, e lei purtroppo non era in formissima ieri sera. Lecito aspettarsi di più da un’artista del suo calibro.

Luca Barbarossa: ha provato la svolta alla Mannarino con un po’ di romanità piaciona, ma il risultato è davvero debole.

Ermal Meta & Fabrizio Moro: i bookmakers li davano per vincitori ma oggi rischiano di essere già esclusi per un plagio. In verità, uno degli autori del brano pare abbia riciclato le sue stesse idee della scorsa edizione, quando scrisse un brano per i Giovani.
In tutto ciò, è il classico pezzo sanremese con testo retorico. In mancanza della Mannoia, quest’anno è toccato a loro.

Favino e Baglioni che strisciano letteralmente ai piedi della Hunziker: no comment.

Modalità di voto: nel 2018, nell’era di Whatsapp, Telegram e dei social, che si possa votare solo con SMS del costo di 51 centesimi è uno scandalo.


ARGOMENTI: Festival di Sanremo